La sepoltura degli embrioni è una possibilità che la legge italiana consente a tutti i genitori che ne fanno richiesta e prevede una procedura burocratica che va attivata entro 24 ore dall’espulsione/estrazione dell’embrione.

Il testo che segue riguarda gli articoli tratti dal D.P.R. 10 settembre 1990 n.285 – approvazione regolamento di Polizia Mortuaria; in particolare, l’articolo 7 parla della sepoltura di prodotti del concepimento o prodotti abortivi (embrioni) sotto le 20 settimane dal concepimento, mentre l’art.50 dichiara che nei cimiteri devono poter essere seppelliti anche i prodotti del concepimento.

 

ART. 7
Per i nati morti, ferme restando le disposizioni dell’art. 74 del Regio Decreto 9 luglio 1939, n. 1238, sull’ordinamento dello Stato Civile, si seguono le disposizioni stabilite dagli articoli precedenti.
Per la sepoltura dei prodotti abortivi di presunta età di gestazione dalle 20 alle 28 settimane complete e dei feti che abbiano presumibilmente compiuto 28 settimane di età intrauterina e che all’ufficiale di Stato Civile non siano stati dichiarati come nati morti, i permessi di trasporto e di seppellimento sono rilasciati dall’Unità Sanitaria Locale.
A richiesta dei genitori, nel cimitero possono essere raccolti con la stessa procedura anche prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane.
Nei casi previsti dai commi 2 e 3, i parenti o chi per essi sono tenuti a presentare, entro 24 ore dall’espulsione od estrazione del feto, domanda di seppellimento all’Unità Sanitaria Locale accompagnata da certificato medico che indichi la presunta età di gestazione ed il peso del feto.

ART. 50
Nei cimiteri devono essere ricevuti quando non venga richiesta altra destinazione:
i cadaveri delle persone morte nel territorio del Comune, qualunque ne fosse in vita la residenza;
i cadaveri delle persone morte fuori del Comune, ma aventi in esso, in vita, la residenza;
i cadaveri delle persone non residenti in vita nel Comune e morte fuori di esso, ma aventi diritto al seppellimento in una sepoltura privata esistente nel cimitero del Comune stesso;
i nati morti ed i prodotti del concepimento di cui all’art. 7;
i resti mortali delle persone sopra elencate.

 

 

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